Fabio Bianchi “Libertà” 12 ottobre 2020

Il Piccolo Museo della Poesia della città di Piacenza non solo rappresenta illustri realtà cultu­rali. Le crea anche, coinvolgen­do personalità sempre più im­portanti. Come la poetessa Lidia Sella che ha qui presentato “Pen­sieri superstiti” (Puntoacapo edi­trice), suo ultimo libro. Modera­tore era Massimo Silvotti, diret­tore del Piccolo Museo, bravo poi ad accentuare la multimedialità dell’evento. Infatti molto apprez­zato è stato “Frammenti cosmi­ci fra scienza e poesia; video curato da Roberto Silvotti, astrofi­sico dell’Osservatorio di Torino. Alla fine, momento clou, Silvotti ha insignito Giampiero Neri – tra i più famosi poeti italiani – della carica onorifica di presidente emerito del Museo. Tre momen­ti assai incisivi quindi: dal respi­ro cartaceo e umanissimo del-li­bro al mistero del nostro universo fino alla forza poetica di Neri. Nell’oratorio di San Cristoforo, davanti a una numerosa platea, Silvotti ha sottolineato come «il libro di Sella tratti anche proble­mi scientifici tra profondità e ver­ticalità intriganti>,. Quindi Sella: «non amo le gabbie, sono acca­demiche. Inventando, sfuggo a certe realtà. Quando uno scrive, scrive e basta. La poesia è atto creativo, lo suggerisce l’etimologia, poi è indefinibile, affiora anche nella prosa. Più la scrittura è sintetica, più è efficace». Ancora Silvotti: «la poesia serve a chi legge. E’ approccio cognitivo, razionale e filosofico. Ma c’è anche delicatezza, emotività e fragilità. Sono interrogativi, sembrano perentori, invece sono voragini». Per Sella «l’ispirazione ha quattro fuochi: la natura che mi strega; il rapporto emotivo e dialettico con l’altro; mi commuove, sono assetata di sapere; è viaggio onirico, trascrivo. ciò che sogno». “Pensieri superstiti” è strutturato in temi-chiave in ordine alfabetico, da ”Amori; Anime; …”a”…Viaggio ; Zero”. La cultura aforistica ha trovato allora nella sensibilità lirica uno strumento moderno, analitico e comunicativo Quindi la proiezione del video di Roberto Silvotti, abbinato a letture di versi di Sella, ha mostrato altre prospettive fra fisica e poesia. Da un lato infinita suggestione dei versi, sempre più scandaglio interiore; dall’altro le folgoranti. visioni siderali raccontano un universo ancora da indagare. Infine l’attribuzione a Neri di un titolo simbolico, ma assai significativo per il Piccolo Museo. Presidente emerito del Museo ha doppio fine: ribadire il prestigio del Museo e onorare un grande che, nella sua lunga vita (ha 93 anni), ha garantito alla poesia essenzialità epica. Come conferma la motivazione: “la poesia di Neri è una clessidra, assiduamente e minuziosamente scandisce le verità che si depositano sul quotidiano della vita”.