Stamp Toscana, 12 giugno 2017

Firenze  –  “Il genio è maschio”, dice Lidia Sella che non ama il femminismo radicale. Ma lei stessa in qualche modo si contraddice offrendoci una raccolta poetica “Strano virus il pensiero”, quinta tappa di un percorso intellettuale e letterario, che è un esempio intenso, emozionante, di poesia al femminile.

Nei suoi versi che si servono delle parole del linguaggio scientifico più avanzato,  si avverte la presenza arcaica della Mater Matuta, la forza generatrice che pervade il mondo e lo feconda incessantemente, pagando il prezzo della morte della sofferenza perché queste sono le condizioni della generazione e della rigenerazione:  “Trova una voce l’Universo, quando vuole cantare, e nella tua cella improvviso si spande il chiarire di un istante lontano”. (Buioluce).

Così il poeta dice: posso essere il canto del cosmo perché ciò che muove le stelle muove anche la mia esistenza, amministra i miei sentimenti. Certo, ti sbatte in faccia la tua finitezza, ma ti premia con l’orgoglio di essere non solo partecipe di questa infinita rappresentazione cosmica, ma di esserne la coscienza. Posso addirittura pensare di essere il motivo stesso per il quale tale rappresentazione avviene.

Non c’è dunque soluzione di continuità nel percorso che propone Lidia dal ”grande gioco” della materia fino al nostro destino dominato dal caso: “E noi qui in balia di lotterie quantiche febbri planetarie materia velata – scimmie pensanti alle prese con stregonerie ormonali , realtà e simulacri – giusto il tempo di aprire gli occhi sul misteri e poi tuffarsi in nuovi segreti mondi”, i versi con i quali si conclude la raccolta.

In questo universo non esiste una metafisica al di là della realtà, ma è la materia stessa che si fa metafisica: “Sul libro della scienza trovo più risposte che nei  testi sacri. Mi accontento dei miracoli quotidiani  che Amore e Natura compiono  davanti a noi. Un universo in continuo divenire ecco l’unico dogma”.

La scienza ci offre parole sempre nuove per raccontare la stessa grande epopea umana e Lidia trova il registro giusto, l’ironia che alleggerisce ed esorcizza il rischio che questa realtà così inconcepibile per  l’intelletto umano la spaventi . “Impariamo a guardare la scienza con gli occhi dell’arte e l’arte con gli occhi della vita”, ha detto Friedrich Nietzsche.

La raccolta è concepita in una insolita forma di sequenza che alterna alla struttura poetica aforismi e pensieri  filosofici che fanno in alcuni casi da corollario e in altri da premessa tra una poesia e l’altra. Prende il titolo dalla composizione che riassume l’intero messaggio poetico dell’autrice. Insieme a Buon Viaggio e Rivederti e è una delle poesie più belle e profonde.

Lidia Sella – “Strano virus il pensiero”  con Riflessioni di Antonio Prete e una postfazione di Giulio Giorello – La Vita Felice editore Milano.

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