Antonio De Cristofaro su “Dea Notizie” 25 aprile 2017

Recensione alla nuova silloge poetica di Lidia Sella , intitolata Strano virus il pensiero, pubblicata da La Vita Felice nel 2016.

 

Già il titolo mi ha colpito, era inusuale, intrigante. Ma anche l’immagine di copertina mi ha incuriosito. Poi ho letto questo libro tutto d’un fiato, con avidità.

Ogni poesia sembra quasi scolpita sulla pagina bianca.

Una scrittura chiara, elegante, sostenuta da una ricercatezza lessicale che coniuga in modo sapiente espressione letteraria e linguaggio scientifico.

Quanto al contenuto, si tratta di un pensiero originale, profondo, che richiede di essere meditato. E si colloca in un territorio al confine fra filosofia, lirica e scienza.

 

Citerò qualche passaggio significativo.

 

Parto da un frammento contenuto nel paragrafo “Materiaenergia”:

”Dai neuroni il pensiero

dai nostri corpi l’amore:

anche la metafisica è figlia della materia.”

 

Suggerisco un’immagine tratta dalla sezione “SpazioTempo”:

”Quell’arazzo di stelle

che il tempo ha sfilacciato nello spazio

brilla ancora sulle pareti celesti.”

 

Riporto poi due interessanti osservazioni, estrapolate dal capitolo “Ieridomani”:

“Un normalissimo oggi

domani sarà storia.”

e…

“Quando avrai imparato tutto

non ti servirà più a nulla.”

 

In “MaschileFemminile”, mi sono soffermato su questa amara, attualissima considerazione:

“Quanto male dagli uomini persino quando amano.”

Chiudo la mia breve rassegna con due riflessioni dall’autrice, dedicate al mestiere di scrivere, e inserite in “Casodestino”:

“Mentre scrivo, le parole decidono da sé come disporsi sul foglio.”

”Un dannato appeso al gancio della parola esatta, lo scrittore.”

 

Ringrazio Lidia Sella per avermi offerto l’opportunità di riflettere sul nostro destino, grazie al virus contagioso del suo pensiero poetico.

Testo intervista a Radio 1 RAI
La mia nuova raccolta Strano Virus il pensiero, pubblicata da La Vita Felice, si apre con una riflessione del critico letterario Antonio Prete e porta una postfazione di Giulio Giorello, filosofo della scienza.
Rappresenta una sorta di romanzo cosmico per frammenti, suddiviso in brevi paragrafi –materiaenergia, spaziotempo, casodestino, esserenulla etc. – termini antitetici solo in apparenza, simboleggiano invece la danza continua degli elementi che sfumano l’uno nell’altro o, proprio a partire dal loro opposto, assumono un senso.
Ascolto la musica del divenire, le sue fantastiche metamorfosi, le pulsazioni del creato. Mi limito a captare i segnali che affiorano dalla natura, e dalla mente. E a trascriverli.
Mentre le percezioni accendono in me riverberi poetici, stempero in una nuvola di ironia il tragico della vita.
Astronomia, cosmologia, fisica quantistica, genetica, neuroscienze: i misteri del microcosmo e macrocosmo mi emozionano. Per la mia indole, ogni nuovo seme di conoscenza è motivo di meditazione. E intensa gioia.
I nostri neuroni sono materia che riflette su se stessa. Forse, un cosmo curioso di scoprire le sue origini, e il futuro che lo aspetta, non può che contare sull’aiuto dell’intelligenza umana. Magari l’Universo ha creato la coscienza solo per trovare risposte all’Enigma che lo assilla. L’avventura del sapere, insomma, è così commovente, quasi una febbre. E, come un virus, vorrei che un giorno contagiasse tutti.

A.D.C.

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