Pensieri Superstiti

pensieri sup

editore: puntoacapo
collana: Candide
pagine: 88
pubblicazione: 2019
ISBN/EAN: 9788866792468

2 EDIZIONI:
Novembre 2019
Marzo 2020

RISVOLTO DI COPERTINA

Silloge di pensieri in forma breve, aggrappati alle uniche parole che avrebbero davvero potuto esprimerli. Distillato di immagini, sentimenti e riflessioni, lampi che attraversano l’animo dell’autrice. Segnali captati da una coscienza sempre in ascolto. Punti interrogativi che si dilatano nello spaziotempo, a caccia di risposte sull’uomo, la vita, il cosmo. Grida di una civiltà deca-dente, orfana di senso, mutilata del proprio futuro, annegata nella bruttezza. Piccoli messaggi nella bottiglia. Con la speranza che qualcuno li raccolga. Prima che sia troppo tardi.

QUARTA DI COPERTINA

Pensieri superstiti
afferrati prima che affogassero nel mare della mente emersi dalla nebbia dei decenni
nati da una pugnalata o una carezza.
Muffe della malinconia
riverberi di gioia
sopravvissuti alla mannaia dell’autocritica.
Solo qualche parola
figlia di sogno, paura e speranza.
Riflessioni dettate da una vana sete di sapere
dalla mia fame di tempo
da una febbrile nostalgia di orizzonti.
Pensieri superstiti
quel poco che forse resterà di me
della mia amarezza.
E del mio coraggio.
Di un’inguaribile solitudine.
Dell’orgoglio per le nostre radici grecoromane.

NOTA DI GINO RUOZZI

L’aforisma come genere oscilla tra il compimento e la catastrofe, la pienezza e la lacerazione. Questa duplicità, così bene indicata da Robert Musil e da Ferruccio Masini, è implicita nel suo essere al tempo stesso unità e frammento, pienezza e mancanza. L’aforisma chiede aiuto e cela nella sua ap- parente perentorietà questa radicale necessità esistenziale.
Gli aforismi di Lidia Sella sono frecce e pungoli, denunciano e procurano ferite che possono far male ma anche risanare, chiedono aiuto e pure lo offrono. Nella nostra meditazione contemporanea sono punti di vista con cui è bene confrontarsi. Come scriveva Bacone, il genere dell’aforisma è per sua stessa natura dialogico, gli spazi bianchi chiedono di essere riempiti da altre voci, siano esse in sintonia o in contrasto. L’aforisma rifugge l’omogeneità.
In quest’ottica le massime di Lidia Sella possono essere taglienti e fertili pietre di paragone.

PRESENTAZIONE

Gli aforismi di Lidia Sella sono fotogrammi della sua interiorità. Ne riflettono la natura complessa, il coraggio e la curiosità intellettuale. Rispecchiano il suo modo di guardare il mondo, e l’essere umano. Esprimono una cifra stilistica incline all’immagine poetica e all’estrema sintesi. Un’estenuante ricerca del termine più appropriato conduce l’autrice a una scrittura limpida ed evocativa al tempo stesso, utile a cogliere, plasmare, e veicolare, un inedito apparato di intuizioni, concetti, correlazioni. Questi frammenti dal forte contenuto scientifico e filosofico tradiscono uno sconfinato desiderio di conoscenza. Pongono interrogativi, reclamano risposte, suggeriscono insolite prospettive. E, mentre sondano le emozioni raggrumate nelle cavità di corpo, mente e cuore, aprono a inesplorati spazi di coscienza. Comunicano sete di orizzonti, e di infinito. Veleggiano verso un “oltre” eroico, e metafisico. Lidia Sella, sempre in conflitto con se stessa, sedotta tanto dalla logica e dalla concretezza quanto dal sogno dalla fantasia dall’irrazionale, si mostra anche molto lucida, e critica, verso le storture della nostra società. (dalla Prefazione).