La figlia di Ar

7 EDIZIONI:
21 febbraio 2011
23 maggio 2011
18 settembre 2011
21 marzo 2012
3 aprile 2014
13 giugno 2015
17 maggio 2016

 

POSTFAZIONE
” … questi epigrammi di Lidia Sella, serie di pungenti melodie – l’ossimoro è d’obbligo – scritte con istinto poetico.
Anche se oggi la poesia non è più possibile, soffocata dalla tossicità della letteratura di massa e dagli scribacchini televisivi, resta una via di mezzo alla parola, o forse un pertugio, un percorso simile a quello che avete incontrato in queste pagine. Di cosa si tratta? Ora è un termine che sussurra e fugge quasi con paura tra i ricordi d’amore, a volte è un frammento d’infanzia o il desiderio di verità; in altre situazioni, una sillaba che si dissipa incalzata dalle altre, oppure si porge nelle sembianze di arte, destino, acqua, femmina, cosmo e chissà che altro.
Nel delicato gioco che la parola instaura tra epigramma e poesia, le pagine di Lidia Sella inseguono le riflessioni ed evocano i sentimenti che nutrono il nostro spirito. Non c’è un tempo per ogni cosa, ma c’è sempre la possibilità di creare il tempo per le cose che amiamo. Magari inseguendole in quel territorio indefinito – possiamo chiamarlo “season”? – dove si spengono e si accendono i sogni.”

Armando Torno

QUARTA DI COPERTINA

Se ti racconto
qualcosa
non muore.

Amore
il più terribile
di tutti i misteri.

Tramonto
L’altrove della luce.

DEDICA

“Dagli imprevedibili frattali dell’essere
scie di pensiero per Alessandro
salito dopo di noi
sul morbido tapis roulant del tempo”.

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“Non giungiamo mai ai pensieri.
Essi giungono a noi”.

da II pensiero poetante di M. Heidegger