Intelligenza vegetale, “Il Giornalaccio” 23 maggio 2017

Intelligenza vegetale

Le piante annusano

assaggiano

digeriscono.

Autosufficienti e consapevoli di sé,

interagiscono con l’ambiente circostante.

Vanno a caccia di luce.

Lottano per lo spazio vitale.

Aggrediscono, si difendono.

E fuggono dal pericolo.

Riconoscono i parenti,

proteggono i piccoli

e davanti a una minaccia allertano i propri simili.

Toccano, abbracciano, si aggrappano.

Amano.

Hanno affinato ingegnose strategie riproduttive.

Posseggono organi sessuali,

si dividono in maschi e femmine,

ma ci sono anche gli ermafroditi.

Sensibili e generose,

timide o prepotenti,

alcune si comportano in maniera corretta,

altre sono invece disoneste.

Soffrono,

si sacrificano,

provano amicizia,

depredano,

oziano.

La notte dormono.

Ma quando invecchiano soffrono di insonnia.

D’inverno, entrano in letargo.

Prediligono la musica a bassa frequenza.

Se mutilate, ricrescono.

Posseggono un sofisticato sistema vascolare.

Si scambiano informazioni interne,

mediante una rete di segnali

elettrici,

idraulici,

chimici,

ormonali.

Comunicano tra loro attraverso foglie

e radici.

Dialogano con il sole

e intavolano difficili trattative con microrganismi, batteri, insetti e funghi.

Producono

energia

ossigeno

e zuccheri.

Ci riforniscono di medicinali, legna, carbone e sughero.

Regalano fiori bacche frutti

vini cacao caffè tabacco

spezie droghe.

E migliaia di profumi.

Dotate di memoria e capacità di apprendimento,

elaborano dati,

effettuano calcoli complessi,

risolvono dilemmi.

Distinguono le sostanze tossiche,

neutralizzano i composti inquinanti.

Individuano a distanza le fonti d’acqua.

Misurano il gradiente di umidità del terreno.

Captano i campi elettromagnetici.

Rilevano la forza di gravità.

Si evolvono senza sosta da tre miliardi e mezzo di anni.

Quando i vegani avranno compreso quanta complessità,

e intelligenza,

si cela nel mondo vegetale,

eliminata dalla loro dieta anche la verdura,

si lasceranno divorare dalla fame?

Preferiranno salvare tutte le insalate del pianeta,

a costo di uccidere se stessi?

Per tutelare gli ortaggi,

e non infierire sui poveri tuberi indifesi,

si trasformeranno,

prima del previsto,

in nutrimento per vermi avvoltoi sciacalli e pesci?

E dopo un’esistenza spesa a boicottare la logica di Madre Natura,

cadranno infine nel gorgo del creato,

là dove vita e morte si alimentano a vicenda?

N.B.: Questo testo è ispirato dalla lettura del libro intitolato Verde Brillante, scritto da Stefano Mancuso e pubblicato da Giunti Editore nel 2013.

Link all’articolo pubblicato su “Il Giornalaccio”