Giuliano Ladolfi

Nella pubblicazione “La figlia di Ar” ritrovo quell’ampiezza di ispirazione

rara nella poesia contemporanea, troppo spesso limitata o a un solipsismo

narcisistico oppure a una fotografia nella realtà.

Qui lo spirito spazia nell’universo e dall’infinitamente piccolo si dilata

all’infinitamente grande, senza trascurare l’aspetto emotivo che qualifica

l’uomo non solo come pensiero, ma soprattutto come essere capace

di tensione “olocrematica”, come chiarisco nel primo volume, e ciò

testimonia l’eccellenza di una specie che trova nell’arte

la sua più completa realizzazione.

Complimenti

Giuliano Ladolfi