Concorso scolastico nazionale di scrittura breve, Il gioco serio dell’Aforisma, aperto agli studenti del triennio di liceo classico e scientifico.

Con il patrocinio

Società Dante Alighieri, Comitato di Reggio Emilia e Guastalla
Aipla – Associazione italiana per l’aforisma

Il gioco serio dell’aforisma

Concorso scolastico nazionale di scrittura breve
aperto agli studenti del triennio di liceo classico e scientifico

Bando 2018 – I edizione

Nella scatola degli attrezzi di un bravo artigiano aforista non possono mancare certi utensili:
solide basi culturali sorrette da letture eccellenti, idee originali, il coraggio di esprimere
opinioni controcorrente, inclinazione alla sintesi e un’ironia innata.

L’aforisma rappresenta un genere troppo spesso misconosciuto che, in Italia, vanta tuttavia
una lunga, autorevole tradizione. Un albero letterario che affonda le sue radici millenarie fra
gli epigrammi di Marziale, le satire di Giovenale, le riflessioni di Marco Aurelio Imperatore. E
che nel corso del Novecento ha offerto splendidi beffardi frutti, grazie a intellettuali di rango
quali Giuseppe Prezzolini, Giovanni Papini, Leo Longanesi, Ennio Flaiano, e a un trio di
argute poetesse, come Maria Luisa Spaziani, Alda Merini, Lalla Romano.

Nel nostro Paese l’aforisma resiste anche in questo primo scorcio del XXI secolo. Una
produzione di nicchia, perlopiù trascurata dalla critica ed esiliata dai circuiti del grande
pubblico. E uno sparuto manipolo di aforisti che gravita attorno a piccole case editrici e che, in
Gino Ruozzi, docente di Lettere all’Università di Bologna, ha trovato il suo più appassionato
portavoce e paladino.
Nel 2008, Anna Antolisei ha fondato il Torino in sintesi, divenuto il più prestigioso premio
internazionale in materia, con iscritti da ogni parte del mondo.
Sempre a Torino, nel 2011 è nata la Aipla, Associazione italiana per l’aforisma
(www.aiplaforisma.org).
In questa stessa città, nel 2009 Fabrizio Caramagna ha poi dato vita al sito http://aforisticamente.com, un’agorà virtuale frequentata da 150 mila visitatori al giorno.

La realtà dell’aforisma italiano, seppure minore, marginale, costituisce insomma un baluardo
irrinunciabile contro il progressivo imbarbarimento del nostro nobile idioma, oggi minacciato
da invadenti inglesismi, disaffezione alla lettura, analfabetismo di ritorno, tecnicismi e
burocratese.

E per ingaggiare, in nome dell’aforisma, una battaglia di retroguardia a difesa della lingua
italiana, quale miglior strategia allora che cercare i nostri alleati proprio tra i giovani, già
avvezzi alla brevità per aver navigato sui mari dei social?

Colpire il bersaglio, ovvero coniugare sintesi e sapere, concisione e contenuti. Ecco
l’entusiasmante gioco che questo concorso, patrocinato dall’Associazione italiana per
l’aforisma, (www.aiplaforisma.org), propone agli studenti. Li invita a duellare con il pensiero,
a costruirsi una palestra privata, per allenare non i muscoli ma le sinapsi. Così da abitare un
futuro più sereno, edificato sulla saggezza. Perché in effetti il percorso di meditazione che
prelude a una comunicazione lucida, profonda ed equilibrata risulta formativo già di per sé.
La ricerca del termine preciso, limpido, efficace si rivela inoltre un esercizio assai proficuo,
viaggio che conduce alla meta, solo dopo aver superato una selva di difficoltà. Se da un lato le
sfide fortificano, dall’altro ci svelano i nostri angoli segreti. Concluso l’insolito cammino, i
ragazzi potrebbero addirittura sentirsi meno smarriti. Poiché, in fin dei conti, avranno
conquistato un dono forse ancor più prezioso del diamante: la capacità di spiegarsi. Con se
stessi. E con gli altri. Impareranno cioè a eliminare le pieghe dal groviglio delle emozioni, a
orientarsi nella giungla della mente. La rinuncia al superfluo, paradossalmente, li educherà a
distinguere un maggior numero di sfumature, a cogliere il fiore dei concetti. Per risolvere i
rebus della vita, si tufferanno nei fondali dell’animo umano. Ricaveranno pepite d’oro dalle
miniere della conoscenza. Li incontrerete sul sentiero quasi deserto dei giudizi autonomi.
Vestiranno il dissenso con vocaboli seducenti. Diluiranno in un sorriso le questioni più
spinose. Nella pagina scritta vedranno riflesso il volto dello spazio-tempo. Si accorgeranno che
il computer portatile più sofisticato che esista è il nostro cervello. Innaffiata la consapevolezza,
spunterà magari l’autostima. I giovani diventeranno perciò più sicuri. E più liberi dunque di
prendere in mano le redini dei loro destini.

Lidia Sella
membro del Comitato Direttivo
della Associazione italiana per l’aforisma

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Regolamento

1) La partecipazione al concorso è gratuita, individuale e aperta agli studenti del triennio di liceo
classico e scientifico.

2) Ogni partecipante può concorrere con l’invio di un solo aforisma di sua produzione.

3) Gli elaborati, in formato odt, doc o pdf, vanno inviati per mail,
all’indirizzo matteo.deb@gmail.com
Nel file, oltre al testo dell’aforisma, occorre specificare: nome e cognome del partecipante, data di
nascita, indirizzo mail, numero di telefono, Istituto scolastico e sezione di appartenenza.
I dati forniti saranno trattati nel rispetto della legge sulla privacy.

4) Il 1 giugno 2018 è il termine ultimo per l’invio dell’elaborato.

5) La giuria, formata da letterati, insegnanti ed esperti di comunicazione,
assegnerà i seguenti premi:
– al primo classificato 300 euro;
– al secondo 200 euro;
– al terzo 100 euro.
La giuria ha inoltre facoltà di assegnare menzioni speciali.
E il suo giudizio è insindacabile.

6) La premiazione si terrà nel prossimo mese di ottobre, in occasione della giornata di apertura
dell’anno sociale del Comitato di Reggio Emilia e Guastalla della Società Dante Alighieri.

7) I vincitori sono tenuti a ritirare personalmente il premio.

8) Nella notte che precede la premiazione, i vincitori saranno ospitati in albergo a spese
dell’organizzazione.

9) I testi premiati saranno pubblicati sulla pagina Facebook del concorso e sul Blog
https://matteodebenedittis.wordpress.com

10) La VI edizione del Premio Internazionale per l’aforisma, Torino in sintesi, ha dedicato a Il
gioco serio dell’aforisma una sezione speciale. Gli attestati Aipla verranno poi consegnati ai
vincitori sabato 27 ottobre alle 17, presso il Centro Congressi Unione Industriale, Via Fanti 17
a Torino.

11) La partecipazione al concorso vincola all’accettazione del presente regolamento.

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L’aforisma: come e perché

Prima di mettere mano alla penna, bisogna aver macinato moltissime letture scelte.
Occorre poi domandarsi se ciò che vogliamo dire ha un senso e, soprattutto, se il discorso
che intendiamo imbastire scaturisce da un’idea intelligente, originale.
Un contenuto interessante acquisirà maggior smalto, se esposto in maniera sintetica.
La cura nella redazione di un testo è un ginnasio per il cervello, un allenamento alla
mediazione. Predispone all’ascolto di noi stessi e del prossimo.

Chi sa scrivere evita vocaboli logori, e oscuri, metafore abusate, concetti ovvi. E si sforza di
condensare il massimo del significato nel minor spazio possibile. A tale scopo, usa termini
precisi, brillanti, immaginifici, musicali, tesi a catturare l’attenzione del lettore. A non
annoiarlo. Nel tentativo anzi di commuoverlo, strappargli un sorriso, indurlo alla
riflessione, e suggerirgli così uno sguardo insolito sulla realtà.

Greci e Latini studiavano logica, dialettica, oratoria e retorica.
Noi oggi viviamo nell’era della comunicazione globale. Veicolata in tempo reale. Eppure i
nostri ragionamenti, e gli argomenti per illustrarli, risultano sempre più spesso deboli,
opachi, approssimativi, confusi.
Chi afferra il nucleo di una questione di solito sa anche offrire al suo interlocutore
spiegazioni convincenti. L’attitudine mentale a centrare il bersaglio si esplica di norma su
due fronti, nel lavorio delle sinapsi e attraverso la freccia della voce interiore che si fa
messaggio, e ponte. Una sfida che la coscienza ingaggia per sfuggire al proprio isolamento
e approdare alla riva dell’altro. La scarsa trasparenza nel trasmettere informazioni
produce, sul piano sociale, un gran dispendio di energie, e forse di denari, poca empatia,
tanti malintesi, una mole di vertenze legali, se non addirittura scenari da tragedia.
Il linguaggio, se utilizzato in maniera corretta ed efficace, si rivela viceversa uno strumento
straordinario, e prezioso, in ogni ambito dell’esistenza: lavoro, scuola, famiglia, relazioni
interpersonali.

Parole affilate sono riflesso di una mente acuta. Imparare a combinarle per fare chiarezza
dentro di sé è un esercizio che si dimostrerà vantaggioso nello studio di qualunque
materia. E regalerà maggior sicurezza per affrontare le sfide che la vita ci impone.

Con la sua incisività, profondità e ironia, l’aforisma rappresenta un’ottima palestra per
esplorare, e saggiare, sia le potenzialità della lingua che quelle del pensiero, e dell’animo
umano. Comporre un buon aforisma affina le proprie capacità critico-letterarie. Vagliare il
termine giusto, al fine di rendere l’espressione più accattivante, e il nostro assunto
immediatamente comprensibile, abitua a sviluppare l’autocritica.

Insegnare, e promuovere, una scrittura breve e luminosa potrebbe aiutare la scuola italiana
a ritrovare l’orgoglio delle proprie radici e suggerire ai ragazzi un futuro più ricco di sapere,
interiorità e dialogo autentico.

Lidia Sella
membro del Comitato Direttivo
della Associazione italiana per l’aforisma

Maggiori info a questo link